Un bambino in pigiama indica con il dito un libro su una piccola mensola della cameretta, nella luce dolce di una lampada da comodino.
Il rituale della nanna

Lasciargli scegliere la storia della sera

A cura del team Tilibou · Ultima revisione: giugno 2026 · Lettura: 6 min

«Scelgo io!» L'abbiamo sentito tutti, questo piccolo grido della sera. E spesso esitiamo: se lo lasciamo scegliere, non gli stiamo dando troppo potere? La risposta sta in una sfumatura. Scegliere la sua storia non è comandare sulla nanna. È entrare nel rituale dalla porta principale, con la sensazione di avervi il proprio posto. E questo cambia molte cose nell'atmosfera dei dieci minuti che seguono.

Perché questa piccola scelta conta così tanto

A 3, 4 o 5 anni, un bambino passa gran parte della giornata a subire decisioni che non sono le sue. Lo vestiamo, lo nutriamo, lo portiamo, lo riportiamo. La nanna arriva spesso come un'ultima imposizione della giornata: bisogna andare, punto. Lasciargli scegliere la storia significa fargli scivolare una decisione tutta sua, proprio in quel momento. Piccolissima, ma vera.

Quello che produce si sente subito. Il bambino che ha scelto la sua storia si sistema in modo diverso. Non è più lì perché lo si obbliga, è lì perché ha deciso di esserci. Il rituale diventa un po' suo. E un bambino che si sente protagonista della sua nanna resiste molto meno di quello che la subisce.

C'è anche la questione dell'appartenenza. Il rituale della sera è un momento a due, a volte a tre. Quando il bambino partecipa alla scelta, non riceve solo una storia: contribuisce a costruire il momento. È esattamente ciò che accade con il rituale: ripetendo gli stessi gesti ogni sera, crei un'atmosfera rassicurante e di fiducia. La scelta della storia può essere uno di quei gesti ripetuti, quello che appartiene al bambino.

Scegliere non è decidere tutto

È qui che molti genitori si bloccano, e si capisce. Il timore è che «scegliere la storia» diventi «scegliere l'ora», e poi «scegliere di non dormire». La sfumatura, però, è semplice da mantenere: si offre una scelta all'interno di una cornice, non una scelta sulla cornice stessa.

In altre parole, il momento della nanna resta non negoziabile. L'ora, il numero di storie, lo spegnere la luce alla fine: quello lo stabilisci tu. Ma all'interno di questa cornice, il bambino ha il suo margine. Quale storia stasera? Quella del coniglio o quella della balena? Questa pagina o quella accanto? La scelta riguarda il contenuto, mai le regole.

Questa distinzione protegge tutti. Il bambino ha la sensazione inebriante di decidere, e tu mantieni il controllo su ciò che conta davvero. Ci si riallaccia qui a un riferimento sul tempo della nanna: mantieni comunque il controllo del tempo, perché i bambini tendono a voler ritardare il momento di spegnere la luce. La scelta della storia non deve diventare una via d'uscita per guadagnare tempo.

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Un catalogo di storie della sera brevi e dolci, senza schermo. Il tuo bambino scorre, individua la sua preferita, preme da solo: la scelta diventa un gesto del rituale, e tu ti tieni le coccole.

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Come inquadrare la scelta senza impantanarsi

Lasciar scegliere, sì, ma non nel vuoto. Un bambino a cui si dice «scegli quello che vuoi» davanti a un'intera biblioteca può girare a vuoto per dieci minuti, e il rituale crolla ancora prima di cominciare. Alcuni piccoli accorgimenti tengono viva la scelta senza che debordi:

  1. Proponi due o tre storie, non tutto lo scaffale. Una scelta tra opzioni finisce in fretta; una scelta illimitata si eterna.
  2. Annuncia la regola prima, non durante: «Stasera scegli una storia tra queste tre.»
  3. Se esita troppo, scegli tu al posto suo con il sorriso. L'obiettivo è la calma, non la prestazione della decisione.
  4. Accetta le ripetizioni. Volere la stessa storia dieci sere di fila è normale e perfino rassicurante per lui.
  5. Mantieni la scelta al suo posto nella sequenza: si sceglie, poi si legge, poi si spegne. Lo stesso ordine ogni sera.

La ripetizione merita che ci si soffermi, perché spesso spiazza i genitori. Un bambino che chiede sempre la stessa storia non è privo di immaginazione: cerca il conosciuto. Il rituale trae proprio la sua forza dalla ripetizione. La routine della nanna aiuta il tuo bambino a calmare a poco a poco il corpo e la mente. Una storia conosciuta, scelta e riscelta, fa parte di questa calma. Lascia che la richieda tutte le volte che ne ha bisogno.

Una storia in audio si presta bene a questo piccolo rituale di scelta. Il bambino scorre i titoli, riconosce le immagini, indica quella che vuole. La scelta diventa concreta, rapida, e ha una durata fissa: quando la storia finisce, il momento di spegnere arriva da sé. Nessuna contrattazione su «ancora una pagina».

Quando la scelta diventa un braccio di ferro

A volte, la scelta degenera. Il bambino rifiuta tutte le opzioni, ne chiede un'altra, poi cambia idea. Non si tratta per forza di sonno: la nanna è spesso il momento in cui riaffiora la stanchezza della giornata. In quelle sere, inutile discutere a lungo. Si ricorda la cornice con voce calma, si decide, e si passa alla lettura. La fermezza serena rassicura più di una lunga discussione.

E se il braccio di ferro torna ogni sera, forse dice qualcosa di diverso da un capriccio: un bisogno di vicinanza, una giornata troppo carica, un passaggio troppo brusco tra l'agitazione e il letto. Vale la pena ricordare che l'ora che precede la nanna dovrebbe trascorrere con calma. Una scelta della storia fatta in un'atmosfera già serena va quasi sempre meglio di una scelta lanciata in piena effervescenza.

Le domande che ti poni

Lasciargli scegliere la storia non dà troppo potere al bambino?

No, a condizione di separare il contenuto dalla cornice. Il momento della nanna, l'ora e il numero di storie li decidi ancora tu. Il bambino sceglie solo quale storia, all'interno di questa cornice. Quel piccolo potere lo rende protagonista del rituale senza mettere in discussione le regole.

Il mio bambino vuole sempre la stessa storia, bisogna variare?

Non serve forzare la varietà. Chiedere la stessa storia è un comportamento normale e rassicurante: il bambino cerca il conosciuto, e la ripetizione fa parte di ciò che calma al momento della nanna. Lascia che la riscelga tutte le volte che vuole; la voglia di novità tornerà da sola.

Da che età può scegliere la sua storia della sera?

Non appena sa mostrare una preferenza, spesso verso i 2 o 3 anni. All'inizio, proponi due opzioni e lascia che indichi. Crescendo, sceglierà più facilmente e più in fretta. L'idea non è la sua età esatta, ma offrirgli una vera piccola decisione in una cornice che resta la tua.

Buono a sapersi. Questo articolo è informativo e non sostituisce il parere di un professionista della salute. Se il sonno del tuo bambino ti preoccupa (opposizione molto forte alla nanna, risvegli ripetuti, angosce marcate), parlane con il tuo medico o il tuo pediatra.
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Scritto dal team Tilibou. Creiamo storie della sera per i bambini dai 3 ai 7 anni e leggiamo molto per restare precisi. I nostri articoli citano fonti di riferimento; non sostituiscono un professionista della salute.
Fonti. Questo articolo si basa sulle raccomandazioni di autorità riconosciute nella salute dei bambini e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (link). È informativo e non sostituisce il parere di un professionista della salute.