Un bambino sussurra all'orecchio di un piccolo peluche posato sul cuscino, in una cameretta illuminata da una dolce lucina notturna.
Il rituale della nanna

Creare un personaggio immaginario che rassicura

Del team Tilibou · Ultima revisione: giugno 2026 · Lettura: 5 min

E se un piccolo guardiano vegliasse sulla cameretta durante la notte? Un personaggio inventato solo per il tuo bambino, con un nome, una missione, un posto sulla mensola. Per molte famiglie è un riferimento dolce che aiuta a superare lo scoglio della nanna. Ecco come crearlo insieme, e come tenerlo al suo giusto posto: un compagno, non un sostituto del genitore.

Perché un guardiano immaginario rassicura la sera

A quest'età, l'immaginario è del tutto reale per il bambino. Un personaggio che «veglia» mentre lui dorme gli dà qualcosa a cui aggrapparsi quando la luce si spegne e la cameretta diventa grande. Non è ingannare il bambino: è offrirgli un'immagine rassicurante, una presenza amica che rende la notte meno vuota.

Quest'idea si basa su un meccanismo che i pediatri conoscono bene: l'oggetto transizionale, il famoso peluche. Come spiegano gli esperti, il peluche «è una fonte di conforto e di sicurezza per il bambino, perché crea il legame tra il conosciuto e lo sconosciuto». Un personaggio-guardiano ha un ruolo simile: fa da ponte tra il momento in cui ci sei tu e la notte in cui il bambino è solo nel suo letto.

Una precisazione importante: non tutti i bambini adottano un oggetto di conforto, circa uno su due lo fa, e va benissimo così. Se il tuo bambino non si affeziona all'idea di un guardiano, non insistere. E in ogni caso, questo compagno si aggiunge alla tua presenza: non la sostituisce.

Inventarlo insieme, non al posto suo

Il personaggio rassicura tanto più quanto più viene dal bambino. Invece di arrivare con un eroe già pronto, lascialo guidare la creazione: è il suo guardiano, le sue regole. Tu ci sei per fare domande e aiutarlo a dare forma alla sua idea.

  1. Parti da ciò che gli piace. Un animale, una stella, una creaturina dolce: lascia scegliere a lui la forma.
  2. Dagli un nome. È spesso il momento preferito dei bambini, e il nome rende vivo il personaggio.
  3. Definite la sua missione. Vegliare sulla cameretta, custodire i sogni, scacciare il buio dagli angoli: basta una sola missione chiara.
  4. Trovategli un posto. Sulla mensola, ai piedi del letto, sul davanzale della finestra: un punto da cui «sorveglia».
  5. Inventate il suo piccolo rituale. Una buonanotte, una strizzatina d'occhio, una frase ripetuta ogni sera che lo attiva per la notte.

Questo piccolo rituale della sera con il guardiano si ricollega a un principio rassicurante per il bambino. I pediatri ricordano che «ripetendo gli stessi gesti ogni sera, crei un'atmosfera rassicurante e serena». Dare la buonanotte al guardiano, sempre allo stesso modo, diventa uno di quei gesti che segnano la fine della giornata.

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Dargli vita sera dopo sera

Un guardiano immaginario vive soprattutto delle piccole storie che si intrecciano intorno a lui. Non serve un grande racconto: qualche parola, la sera, basta a farlo esistere. La mattina puoi raccontare che ha vegliato bene, che ha visto passare un sogno buffo. Questi piccoli cenni tengono viva la presenza amica senza esagerare.

Il personaggio può anche diventare un alleato pratico. È lui che «ama quando si mette in ordine prima di dormire», lui che «preferisce quando la sera si parla a bassa voce». Senza sgridare, ci si appoggia al guardiano per rendere il rituale più scorrevole. Il bambino collabora più volentieri quando è il suo amico immaginario a suggerirlo.

E se una storia audio racconta la sera, il tuo bambino può immaginare che il suo guardiano l'ascolti con lui, rannicchiato sul cuscino. La voce che racconta agisce con dolcezza: la musicalità della lingua «continua ad agire» anche quando il bambino non coglie tutto. Il guardiano, la storia e la voce formano allora un trio tranquillo che accompagna verso il sonno.

Tenere il personaggio al suo giusto posto

Un guardiano immaginario è un bel sostegno, a patto di non fargli portare più di quanto possa. Accompagna, rassicura, ma non sostituisce né la tua presenza né la tua coccola della sera. Vale per il peluche, ed è vero anche qui: questi oggetti di conforto si aggiungono al genitore, mai al suo posto.

Fai anche attenzione al tono. Il guardiano deve fare del bene, non servire a spaventare («se non dormi, sarà triste»). Si resta dalla parte del conforto e del gioco. Se diventa fonte di angoscia invece di calmare, meglio metterlo da parte per un po'. E se le paure della sera del tuo bambino sono forti o durature, parlane con il tuo medico o con il pediatra: un personaggio immaginario è una dolcezza, non una risposta alle inquietudini che si radicano.

Le domande che ti fai

A che età un bambino può avere un personaggio immaginario?

Spesso a partire dai 3 anni, quando l'immaginario prende forza, ma varia molto da bambino a bambino. Alcuni adottano un compagno inventato con entusiasmo, altri per niente. Gli esperti ricordano che circa un bambino su due adotta un oggetto di conforto: se non si affeziona, non è un problema.

Sostituisce il peluche o la mia presenza?

No. Un guardiano immaginario si aggiunge, mai al posto di. Gli esperti sottolineano che gli oggetti di conforto accompagnano il bambino ma non sostituiscono il genitore. La tua coccola, la tua voce e la tua presenza al momento della nanna restano l'essenziale; il personaggio è un piccolo sostegno in più.

Il mio bambino ha paura di notte: è una buona idea?

Un personaggio buono può aiutare alcuni bambini a sentirsi accompagnati, a patto di restare dalla parte del conforto e mai della minaccia. Ma non è un rimedio. Se le paure della sera sono forti, frequenti o durature, parlane con il tuo medico o con il pediatra.

Buono a sapersi. Questo articolo è informativo e non sostituisce il parere di un professionista della salute. Se le paure o il sonno del tuo bambino ti preoccupano (forti angosce al momento della nanna, risvegli ripetuti, stanchezza insolita), parlane con il tuo medico o con il pediatra.
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Scritto dal team Tilibou. Creiamo storie della buonanotte per bambini dai 3 ai 7 anni, e leggiamo molto per essere precisi. I nostri articoli citano fonti autorevoli; non sostituiscono un professionista della salute.
Fonti. Questo articolo si basa sulle raccomandazioni di autorità riconosciute in materia di salute infantile e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (link). È informativo e non sostituisce il parere di un professionista della salute.