Disegnare la propria giornata per posarla prima della notte
Certe sere, la testa del vostro bambino è ancora piena. Il litigio alla ricreazione, la gita che lo ha entusiasmato, la cosa che non ha osato dire. Una matita, un foglio, cinque minuti: disegnare la propria giornata significa dargli un posto dove posarla. Non per fare un capolavoro, solo per alleggerire un po' prima di spegnere la luce.
Perché disegnare aiuta a svuotare la testa la sera
A 3, 5 o 6 anni, un bambino non sa sempre mettere in parole ciò che ha vissuto. Ha fatto tante cose, e al momento della nanna torna tutto alla rinfusa: l'eccitazione, la frustrazione, il piccolo dispiacere del pomeriggio. Il disegno offre un'altra via d'uscita. Non ha bisogno di raccontare, mostra. E spesso, mentre traccia, comincia a parlare da solo.
Questo momento ha anche il pregio di essere calmo. L'Assurance Maladie ricorda l'utilità di un piccolo rituale che segna la nanna, e cita « leggere una storia, fare una coccola ». Un disegno tranquillo rientra nella stessa famiglia: un'attività posata, in due, che rallenta il ritmo. E secondo Naître et grandir, « l'ora che precede la nanna dovrebbe svolgersi nella calma ». Tirare fuori i pastelli va esattamente in questa direzione, a patto di farne un momento dolce e non un laboratorio.
Come instaurare il rituale, passo dopo passo
Lo scopo non è produrre un bel disegno, ma aprire un piccolo spazio di passaggio tra la giornata e il letto. Ecco una trama semplice, da adattare al vostro bambino:
- Tenete un foglio e tre o quattro matite a portata di mano, sempre nello stesso posto.
- Ponete una domanda aperta: « Che cosa ti ha colpito oggi? » o « Disegnami il tuo momento preferito. »
- Lasciatelo fare a modo suo. Uno scarabocchio conta quanto un omino dettagliato.
- Ascoltate senza correggere. Se commenta, lo seguite. Se tace, va benissimo anche il silenzio.
- Mettete via il disegno insieme: lo si tiene in un quaderno, lo si strappa, lo si posa sul tavolo. È lui a decidere.
Cinque minuti bastano. Ripetere gli stessi gesti ha la sua importanza: mpedia, il sito dell'Association française de pédiatrie ambulatoire, nota che « ripetendo gli stessi gesti ogni sera, si crea un'atmosfera rassicurante e di fiducia ». Tirare fuori i pastelli nello stesso momento, nello stesso posto, diventa presto un punto di riferimento che il bambino aspetta.
Le storie di Tilibou
Una volta posata la giornata sul foglio, spazio alla storia. Racconti della sera brevi e dolci, senza schermo, per scivolare verso il sonno. Voi fate la coccola, Tilibou si occupa della voce.
Ascolta un episodioTrasformare una grande emozione in un piccolo disegno
Il disegno della sera non è solo un diario di bordo. È anche un modo per dare una forma a ciò che pesa. Un bambino che ha avuto paura può disegnare il mostro, poi chiuderlo in una gabbia o mettergli un naso rosso. Una rabbia può diventare un grande nuvolone nero che poi si accartoccia. Mettere l'emozione sul foglio significa iniziare a guardarla dall'esterno, e quindi a renderla più piccola.
Non dovete interpretare né analizzare. Il vostro ruolo è esserci, accogliere il disegno senza giudizio e nominare con dolcezza: « Ah, sembrava arrabbiato, questo. » Spesso basta perché il bambino molli la presa e passi ad altro. Se un'emozione forte torna sera dopo sera, è meglio parlarne con un professionista piuttosto che cercare di risolvere tutto con una matita.
Le sere in cui non si ha tempo
Questo rituale non deve mai diventare una faticaccia in più da incastrare. Certe sere rientrate tardi, il bambino crolla dalla stanchezza, ed è giusto saltare il disegno. L'idea non è farne un obbligo quotidiano, ma avere uno strumento a portata di mano quando sentite che la sua testa è troppo piena per addormentarsi tranquillo.
E quando il disegno ha fatto il suo lavoro, proseguire con una storia calma prolunga naturalmente la discesa verso il sonno. Il foglio si mette via, la luce si abbassa, la voce prende il posto. Il tutto sta in un rituale breve, ed è spesso ciò che funziona meglio.
Le domande che vi ponete
A partire da che età si può fare il disegno della sera?
Appena il bambino tiene in mano una matita e prova piacere a scarabocchiare, spesso verso i 3 anni. A quest'età, non aspettatevi un disegno riconoscibile: sono tracce, colori, un gesto. L'importante è il momento condiviso, non il risultato. Verso i 5 o 6 anni, il bambino racconta spesso di più disegnando.
Bisogna analizzare ciò che il mio bambino disegna?
No. Il vostro ruolo è accogliere, non interpretare. Potete nominare ciò che vedete con parole semplici e lasciarlo commentare se ne ha voglia. Inutile cercarvi messaggi nascosti. Se un disegno vi preoccupa davvero o se un'emozione forte torna ogni sera, parlatene con il vostro medico o con il pediatra.
Il disegno sostituisce la storia della sera?
Si completano più che sostituirsi. Il disegno aiuta a posare la giornata e a mettersi in calma; la storia prolunga la transizione verso il sonno. Molte famiglie li mettono in fila entrambi: si disegna qualche minuto, si mette via, poi si ascolta o si legge una storia prima di spegnere la luce.