La notte in cui Emma ha avuto caldo
Storia della buonanotte per bambini. Stamattina Emma, due anni e mezzo, si sveglia con le guance tutte rosa, un po' troppo rosa. Non salta giù dal letto come al solito: resta rannicchiata sotto la sua coperta. Mamma, dolce e calma, le tocca la fronte: è tutta calda. Oggi niente giardinetto e niente corsa, oggi è giornata sul divano, con Mochi, il suo peluche, stretto contro la guancia. Tutto il giorno Emma resta rannicchiata contro Mamma e contro Mochi. Sonnecchia, beve un po' d'acqua, si riposa molto. Mochi resta, dice Emma con una vocina piccolissima, e Mochi non si muove di un millimetro. Una storia tranquilla, una canzone sottovoce, una coccola, ancora una coccola. La sera arrivano un bagno tiepido, un cucchiaino di sciroppo e il bacio-faro di Mamma, ancora più forte stasera, e Mamma resta proprio vicino. Nel mondo della sera il saluto dello scaffale si fa sussurrando, più piano che mai. Palla fa un boing senza rumore, perché stasera bisogna stare calmi, e Nina dice: occupiamoci bene di lei. Il mondo della sera diventa un'infermeria tutta dolce. Pantin porta un piccolo angolo di piumone fresco, Nina lo posa con cura sulla fronte di Emma, e Mochi sistema la compressa di piumone ben al centro, come si deve. Poi Mochi porge una tisana immaginaria in una tazza invisibile, che sa di miele e di coccola, e Palla si acciambella al bordo del letto per fare la guardia. Dalla scatola delle coccole Mochi prende la coccola della giornata sul divano e la avvolge, per la prima volta, intorno a Emma tutta intera. Il poc-poc resta lento tutta la notte, e Nina veglia fino al mattino. Al mattino le guance sono meno rosa: va meglio. Lungo la storia il vostro bambino scopre che quando si è malati non si è mai soli: qualcuno veglia, di giorno come di notte. È una fiaba per chi è malato, da ascoltare durante un piccolo raffreddore o una giornata sotto la coperta. Resta un'infermeria di gioco e di tenerezza, mai medica: compresse di piumone, tisane immaginarie e un poc-poc lentissimo che accompagna il riposo. Mamma resta calma dall'inizio alla fine, e il mattino conferma subito che va meglio: nessun piccolo ascoltatore ha motivo di preoccuparsi. Essere malati non è una colpa da riparare, solo un momento da circondare di dolcezza, e questo è tutto lo spirito delle storie della buonanotte Tilibou. Anche il racconto rallenta: voci sussurrate, boing appena udibili, e un piccolo raffreddore che passa, come passa sempre. Una storia del peluche senza schermi, pensata per i bambini dai 2 anni, da ascoltare al calduccio al momento della nanna, in macchina o prima del pisolino. Come sempre da Tilibou, il finale resta tutto in dolcezza, senza musica, per scivolare nel sonno senza svegliare nessuno.



